RESTAURO AKG D12

La prima volta che ho aperto un D12 sono rimasto estasiato dall'architettura del trasduttore e dalla sua struttura interna (con soluzioni tecnologiche tipicamente sixties come l'uso abbondante di colla, distanziatori e isolanti di carta e sospensioni meccaniche degne di un furgone). La capsula è collegata ad un cilindro di metallo, la famosa bass chamber, che conferisce al microfono la sua caratteristica utilità su sorgenti ricche di low-end.

Dopo molti anni di attività, e spesso a causa dell'incuria degli utilizzatori, questi microfoni esibiscono una perdita di basse frequenze. Cosa fare quindi con un microfono per la grancassa che non risponde alle basse frequenze? Usarlo come soprammobile o provare a ripararlo; se poi parliamo del D12 la faccenda spesso si aggrava. La AKG non produce più parti di ricambio,  l'aftermarket non ufficiale scarseggia e i D12 sopravvissuti sono appesi ad un filo.

A volte si risolve eccidando la membrana con degli sweep in banda audio e regolando le viti che assicurano la membrana al magnete, altre volte è sufficiente riposizionare il trasduttore in sede con un colpo al cerchio e uno alla botte, in ultima istanza si prova ad accedere alla membrana per sollecitarla a riprendere la sua posizione originale, persa a causa di sporcizia, umidità e decadimento naturale dei materiali utilizzati (carta, colla etc).

In questo caso, dei 2 D12 arrivati in laboratorio per essere ripristinati solo uno dei 2 è tornato ad esibire le sue basse pantagrueliche.

mentre per l'altro non c'è stato nulla da fare. Soprammobile.